Un nuovo marchio di prodotti per neonati e bambini nelle prime fasi della loro vita ha da poco visto la luce. Come per ogni neonato, dunque, abbiamo trovato un nome e un vestito al brand, affinché, giorno dopo giorno, potesse muovere i primi passi nella giusta direzione.
Ti chiamerai… Muchmellow
Soffici, dolci, colorati: i prodotti del nuovo brand hanno molto in comune con i dolciumi con cui fanno rima e di cui il nuovo naming evoca le qualità. La storpiatura della parola originaria porta poi alla traduzione “molto tranquillo”, che è proprio come i massaggiagengive e gli articoli Muchmellow vorrebbero far sentire bambini e genitori che si affidano al brand. La scelta della lingua inglese asseconda le ambizioni e i canali di distribuzione del brand, che punta a un mercato internazionale.
Appena nato, ma che carattere!
Per il logotipo, l’adozione di font morbido e “bold”, unito a un rassicurante color verde acquamarina, rafforza i concetti espressi dal naming. Un “baffo” sotto le due L contenute nella parola ricava il pittogramma di una emoji direttamente dal logotipo.
Il logo contiene inoltre diversi elementi poi riportati sui pack e persino sui prodotti stessi: la M iniziale si trasforma in un pattern che caratterizza, per esempio, il retro dei puzzle in silicone; un’ulteriore occasione per entrare in contatto con il brand, letteralmente.
Un lavoro ben confezionato
Naturalmente il progetto si è poi ampliato, estendendosi ai pack e a tutta l’immagine coordinata del brand. Dalla scelta dei formati e dei materiali per un packaging che fosse rispettoso per l’ambiente, piacevole anche al tatto e protettivo ma poco voluminoso, fino alla presentazione del prodotto vero e proprio.
Questo ci ha portato a organizzare uno shooting che prevedesse still life in grado di cogliere la vivacità e la bellezza del design dei prodotti, ma anche scatti ambientati che ne mostrassero le occasioni d’uso. Per l’occasione, abbiamo scelto tre giovanissimi attori e gli abbiamo fatto testare i prodotti Muchmellow: una scelta spontanea e naturale proprio come le riprese e gli scatti ottenuti, realizzati anche in ottica “social”.