BRANDED PODCAST: IL CANALE IN CRESCITA DI CUI NON SAPEVI DI AVER BISOGNO

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Alla scoperta di un mondo in espansione e delle occasioni che offre a chi vuole dare notorietà al proprio brand.

Molti marchi ne hanno già compreso le potenzialità e, attraverso strategie di business e comunicazione mirate, stanno investendo sempre di più in questa opportunità. Ma che cos’è un branded podcast?

Back to basics: che vuol dire “podcast”?

Un podcast è un contenuto audio digitale, che esplora un tema specifico e viene creato e distribuito dai podcaster (chi registra). Realizzarlo è semplice: bastano un microfono, un software di registrazione e tanta voglia di parlare. Gli episodi vengono pubblicati su piattaforme come Spotify, Spreaker, YouTube o Apple Podcasts. Per farsi notare, i podcaster usano strategie SEO e directory specializzate, così gli ascoltatori possono scoprirli e appassionarsi, per poi ritrovarsi a fare maratone d’ascolto di ore e ore.


Pubblicità nei podcast: beh, funziona

In Italia, il podcasting è in piena espansione: nel 2024 gli ascoltatori hanno raggiunto i 17,2 milioni: un italiano su tre è ormai perso tra interviste, monologhi e approfondimenti di ogni tipo.
Ma se è vero che i podcast possono mettere il turbo alla tua campagna, nello specifico quali sono i vantaggi?

  • A differenza delle radio generaliste, i podcast parlano a nicchie precise. Un esempio? ll canale di cronaca nera Elisa True Crime è l’ideale per intercettare i potenziali spettatori di un thriller o i lettori di un romanzo giallo.
  • Si possono raggiungere nuovi ascoltatori, in particolare i giovani che stanno abbandonando radio e TV.
  • Le sponsorizzazioni degi host vengono percepite come il consiglio di un amico: qui il legame di fiducia con il pubblico ha tutto un altro valore.
  • Anche le collaborazioni con profili prestigiosi hanno costi relativamente bassi.
  • Il podcast è un contenuto on demand: è quindi più probabile che chi lo ascolta sia più attento di chi tiene la televisione accesa in sottofondo.
  • Gli annunci si integrano nel contenuto e diventano parte della storia (chiedere a Nord VPN e Tintoria…).

Ma prendiamo le misure…

La pubblicità nei podcast si presenta in tre formati principali, ognuno con il suo stile:

  • Sponsorizzazioni lette dall’host: il podcaster racconta il brand con il suo tono e il suo stile.
  • Annunci preregistrati: spot audio da 15-30 secondi, prodotti dagli inserzionisti.
  • Branded podcast: il brand diventa cornice e parte stessa della storia, con episodi o intere serie.

Ma come vanno integrati i comunicati all’interno di un podcast?
Ci sono due modalità: annunci integrati, fissi in ogni episodio, o inserimenti dinamici pre, mid o post-roll, pronti a colpire il pubblico al momento giusto.


Se vuoi risparmiare, apri bene le orecchie 

I costi della pubblicità nei podcast dipendono principalmente da tre modelli:

  • CPM (Costo per Mille): gli inserzionisti pagano una somma ogni 1000 riproduzioni dell’annuncio. I costi variano in base al tipo di annuncio e alla sua posizione.
  • CPA (Costo per Azione): gli inserzionisti pagano solo quando gli ascoltatori compiono azioni specifiche, come iscrizioni o acquisti.
  • Forfait: brand e podcaster si accordano su una tariffa fissa per una durata o un numero di episodi.

Per misurare l’efficacia degli annunci, si utilizzano metriche come codici promozionali, URL dedicati, e attributi di terze parti, come pixel di monitoraggio e sondaggi, per tracciare le azioni degli ascoltatori. Insomma, i costi sono contenuti ma la resa, con la giusta strategia, è sorprendente.

Fai sentire la tua voce

I podcast sono l’ideale per far parlare (letteralmente) il proprio brand senza annoiare. Non si tratta di una telepromozione travestita, ma di un contenuto pensato per creare una connessione autentica con gli ascoltatori, grazie a uno storytelling che associ il brand ai valori trasmessi nei contenuti.
Se vuoi che il tuo marchio diventi parte della quotidianità dei clienti, forse è il momento di premere “play” sulla tua storia.